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// Frattaglie

Cosa sono le Frattaglie? 

Se si legge la definizione che si trova sul dizionario della lingua italiana della parola Frattaglie si scopre: “frattàglia s. f. [der. del lat. fractus, part. pass. di frangĕre «spezzare»]. – Di solito al plur., frattaglie, le interiora degli animali macellati (soprattutto bovini, ovini e suini, non invece del pollame e dei volatili, per i quali si usa rigaglie): fegato, cuore, milza, polmoni, ecc.”

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// FRATTAGLIE

Cos'è il Quinto Quarto?

Con il termine frattaglie o “quinto quarto” vengono definite, quindi, quelle parti dell’animale che non appartengono ai muscoli e/o alle ossa. Il "quinto quarto", quindi, è tutto ciò che non rientra nei "quattro quarti" di macellazione (2 quarti anteriori e 2 quarti posteriori. Per ottenere i quarti viene divisa la bestia sagittalmente, ottenendo 2 mezzene, per poi dividere, queste ultime, trasversalmente all'altezza della 6° costa. Il quinto quarto, quindi, per essere precisi comprende: la testa; le zampe; la coda e le interiora. Si potrebbe anche dire, quindi, che le frattagli sono lo scarto della macellazione. Il quinto quarto non è una parte trascurabile della macellazione: a livello mondiale si calcola che esso costituisca una quantità pari a circa 20 milioni di tonnellate, con un commercio internazionale di 4 milioni di tonnellate. Altrettanto importante è il ruolo nutrizionale e gastronomico delle frattaglie. Secondo una datata indagine di INRAN-SCAI1 sui consumi alimentari in Italia, su un consumo medio giornaliero di 110g al giorno di carne, insaccati e sostituti della carne, solo il 3% degli italiani consuma frattaglie, e quando lo fa soltanto in piccole porzioni di circa 30 g al giorno. Quindi incentivare l’uso del quinto quarto ha anche un significato ed una valenza ecologica ed ambientale. Le menzionate parti dell’animale sono altamente deperibili ed in epoca precedente all’avvento della refrigerazione artificiale la conservazione delle stesse era molto complicata. L’impiego del quinto quarto, quindi, era destinato all’immediato utilizzo e/o trasformazione. Le frattaglie comunque sono state e sono la materia prima di molti piatti molto diffusi o “famosi”. Si pensi per esempio al foie gras, de al pâté.

Apporto Nutrizionale

La moderna nutraceutica ha individuato le cd molecole strategiche, esse sono contenute, tra gli altri alimenti, anche nelle frattaglie così aprendo la strada all’integrazione biologica dell’alimentazione. La menzionata circostanza rende evidente che un’opportuna quantità di frattaglie in un’equilibrata alimentazione umana, ha importanti ruoli che possono essere riassunti come segue: 

 • fornire molecole strategiche, ed in particolare quelle contenenti oligominerali (ferro, zinco, cromo ecc.), dotate di elevate attività metaboliche; • assicurare una quota di vitamina A (fegato); 

 • svolgere una funzione protettiva di fronte a carenze per alimentazioni unilaterali e troppo raffinate; 

 • assicurare il fabbisogno di taluni acidi grassi insaturi essenziali, utili soprattutto per il cervello; 

 • normalizzare e stimolare il sistema immunitario tramite gli acidi nucleici ed i nucleotidi, e lo zinco sotto forma organica; 

 • assicurare una protezione contro i tumori.

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// L' effetto delle frattaglie sulle persone

L’effetto positivo sull’essere umano del consumo, della singola tipologia di frattaglie utilizzo composito tra loro, è una consuetudine che esisteva in molte ricette del passato, e può essere raggiunto anche con l’assunzione di relative quantità. La specifica nutrizione dei singoli: tessuti; organi; e apparati del corpo umano, sta assumendo un ruolo fondamentale. Un concetto non nuovo è che alcuni tessuti hanno necessità nutrizionali specifiche: ad esempio il sangue ha bisogno di ferro, la tiroide di iodio, la pelle di zinco, ecc. In modo analogo, nella nutrizione di taluni organi, rivestono un ruolo essenziale in particolare gli acidi grassi. Recentemente, i nutrizionisti di sono resi conto che le specifiche necessità nutrizionali di molti organi e apparati (dal nervoso all’immunitario) sono molto importanti. La menzionata circostanza fa assumere un ruolo nutrizionale determinante a particolari molecole, definite, appunto, strategiche. Nell’interno dell’organismo si considerano molecole strategiche quelle che assumono ruoli metabolici di vie biochimiche non propriamente nutrizionali, o che sono primi o secondi messaggeri e per le quali la nutrizione rappresenta una condizione obbligata per garantirne una quantità a livelli ottimali. La molecola strategica è anche un indicatore privilegiato per capire meglio la qualità dell’alimentazione e per comprendere gli effetti indotti sull’organismo dai regimi e stili alimentari, o anche dall’assunzione di taluni alimenti. Per la società umana, un’alimentazione che comprenda molecole strategiche ha un ruolo sanitario di primo piano, poiché oggi è ritenuta la strada maestra per assicurare il benessere e la qualità della vita a sempre più larghi strati della popolazione, ed in particolare alle fasce biologicamente deboli della prima, terza e anche quarta età. Le molecole strategiche alimentari, inoltre, favoriscono attività - a livello di molti tessuti e organi, e tra questi - nella costruzione e funzionamento delle stesse ad esempio: del cervello, sulla coagulazione del sangue, sull’immunità, sull’infiammazione e come fattore antiossidante. Si tratta, inoltre, di molecole che, in relazione alla dose, possono avere funzioni di tipo farmacologico e che oggi sono considerate anche nell’ambito della nutraceutica o degli alimenti funzionali (functional foods). Tra le molecole strategiche, hanno un’importanza speciale quelle che contengono oligoelementi o micro-minerali (ferro, zinco, selenio, cromo ecc.), con attività nutrizionali che dipendono dal composto chimico di cui fanno parte e non dall’elemento minerale di per sé. In altri termini, conoscere la quantità di selenio, ferro, rame, zinco e così via, presente in un alimento o in una dieta, non è importante quanto sapere sotto che forma ogni singolo elemento è presente nell’alimentazione.

Sono Buone

Si sfruttano parti dell'animale che non verrebbero usate

Sono Salutari

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Principali Molecole Strategiche
Minerali nelle Frattaglie di Bovino
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Macronutrienti Fegato di Bovino

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La Storia Delle Frattaglie

Questo non solo per quanto riguarda la percentuale d’assorbimento e/o le interazioni a livello digestivo o metabolico, ma per le attività biologiche dei composti contenenti il microelemento. Tipico è l’esempio del ferro e dell’emoglobina. È noto che nel sangue vi è del ferro e che questo è contenuto nel pigmento rosso chiamato emoglobina, che serve al trasporto dell’ossigeno. È altrettanto evidente che per la funzione del sangue non è tanto importante il ferro di per sé, ma l’emoglobina che contiene ferro, tanto che se l’emoglobina è alterata, come avviene in talune malattie genetiche, vi sono disfunzioni e patologie, nonostante la presenza di ferro. Quanto ora tratteggiato rivoluziona la pratica dell’integrazione micro-minerale degli alimenti nella nutrizione umana e rivaluta l’integrazione con composti organici minerali, come quelli che, sotto forma di molecole strategiche minerali, sono presenti negli organi e soprattutto nelle frattaglie. Molte molecole strategiche importanti per la nutrizione umana provengono dagli alimenti d’origine animale (carne, latte, uova, pesce) e si trovano in elevata concentrazione negli organi interni, per cui le frattaglie sono delle vere e proprie miniere di molecole strategiche, di estrema importanza per la nutrizione e di conseguenza per la salute umana. Le molecole strategiche presenti nelle frattaglie che contengono micro-minerali coprono un’ampia gamma di composti e di attività. Di seguito sono riportate quelle oggi considerate particolarmente importanti: 

 • molecole strategiche contenenti ferro, per la formazione del sangue, buon funzionamento muscolare (cuore compreso) e per lo sviluppo del cervello ed il suo funzionamento; 

 • molecole strategiche contenenti zinco, per il buon funzionamento della cute e la produzione di importanti ormoni della crescita, metabolismo degli zuccheri, riproduzione; 

 • molecole strategiche contenenti rame, per il potenziamento delle attività del ferro; • molecole strategiche contenenti selenio, per la protezione contro i radicali liberi dell’ossidazione e la prevenzione dei tumori; 

 • molecole strategiche contenenti cromo, per il buon funzionamento muscolare e la prevenzione del diabete. Altrettanto importante è il ruolo di alcuni acidi grassi insaturi, ad iniziare dall’acido cervonico, presente soprattutto nel tessuto nervoso, e necessario per un regolare sviluppo del sistema nervoso nella prima età e, pare, per il mantenimento della sua integrità anatomica e funzionale nella terza età. Un ruolo solo poco tempo fa insospettato è quello degli acidi nucleici e dei nucleotidi presenti in rilevanti quantità in molte frattaglie e che hanno potenti attività immunostimolanti. Infine, è da ricordare come alcune frattaglie, come il fegato, sono ricche di vitamine (in particolare la vitamina A) e di enzimi. Di seguito si riportano alcune schede riassuntive elaborate proprio dal Prof. Giovanni Ballarini.

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frattaglie, bene da rivalutare anche in chiave ecologica ed ecosostenibile

Tra le frattaglie, quindi, è possibile trovare una vasta gamma di alimenti estremamente eterogenee. Le differenze possono consistere nel sapore ma anche nel valore ed apporto nutrizionale delle stesse. Ci stiamo riferendo, ovviamente, al prodotto da trasformare. Le frattaglie, infatti, si prestano ad una molteplicità di preparazione. La scelta, quindi, dell'uno o dell'altro organo sarà rilevante ma deve essere valutata anche la preparazione più idonea in base alla necessità nutrizionali. Le frattaglie più conosciute variano a scenda della geografica nella quale ci si trova. Le frattaglie, come si è avrà modo di precisare, sono moltissime e variarne il consumo arricchisce notevolmente l'apporto nutritivo della dieta. Rispetto ad i classici tagli degli altri quattro quarti, l’utilizzo dei quali è indubbiamente più diffuso, l'acquisto delle frattaglie incide molto meno sulla ecologia e sostenibilità dell’utilizzo delle calorie derivanti fa fonte animale, rispetto a quella vegetale, oltre ad ottenere anche un indubbio risparmio in termini economici. Le frataglie, infatti, sono alimenti che, mediamente, hanno un costo più contenuto, pur avendo un valore proteico ad alto valore biologico, lipidi essenziali, vitamine e sali minerali in abbondanza.

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CATEGORIA DI FRATTAGLIE

Le frattaglie si suddividono in due diverse categorie: frattaglie bianche e frattaglie rosse. BIANCHE: Il cervello, Zampe, Budella, Animelle, Cotenna, Musso ROSSE: Cuore, Fegato, Milza, Polmone, Reni, Lingua, Coda, Testicoli RIGAGLIE: fegato, cuore, ventriglio (o magone, maghetto), granelli (testicoli) ed anche cresta e bargigli. Dobbiamo sempre considerare che sono alimenti facilmente deperibili, bisogna conservarli in frigorifero e consumarle in giornata. Affidandosi sempre al proprio macellaio/trippaio di fiducia. Tra le frattaglie ricordiamo: 

• le "animelle", un termine che generalmente indica più organi del vitello o comunque del bovino; tra queste rientrano il pancreas, le ghiandole salivari ma soprattutto il "timo", una ghiandola endocrina posizionata sotto il collo dell'animale (colesterolo 250mg/100g di parte edibile). 

• Il "cervello" è una pietanza dal gusto deciso e l'alta percentuale di lipidi (tra questi moltissimi fosfo-lipidi) che conferiscono a questo alimento una consistenza tipicamente gelatinosa; il cervello più consumato è quello dell'agnello, sotto forma di "testina al forno", oppure quello del bovino consumato panato e fritto. (colesterolo >2000mg/100g) 

• Il "cuore" ed il "fegato" sono le frattaglie più diffuse; contengono alti livelli di ferro bio-disponibile ed il fegato rappresenta una fonte vitaminica impressionante. Il cuore viene cucinato generalmente in padella, a fettine sottili con un po’ di aglio e prezzemolo fresco, mentre la ricetta del fegato più diffusa è "alla veneziana", con burro, farina e cipolla. 

• La "lingua" del bovino rientra, assieme al "diaframma", nella categoria delle frattaglie muscolari. Tuttavia, mentre il diaframma si presta moltissimo all'alimentazione del bambino per la consistenza tenera e la buona quantità di ferro, la lingua non ha caratteristiche nutrizionali particolari ed il suo consumo è limitato sostanzialmente al bollito misto di carne. 

• La "milza" è l'organo che apporta più ferro in assoluto, circa 42 mg/100g. Al contrario del fegato, la milza è poco calorica e contiene una ridotta percentuale di lipidi. 

• "Polmone", "intestino" e "reni" (assieme al fegato ed al cuore), costituiscono la così detta "coratella"; questa, altro non è che un insieme di frattaglie accuratamente lavate e cucinate assieme in padella. È un piatto tipico del centro Italia, dove nel periodo pasquale aumenta la macellazione degli agnelli. 

• la "trippa". Al contrario di quanto si possa pensare, la trippa altro non è che lo stomaco dell'animale ed il suo contenuto in grassi è molto ridotto. La digeribilità di questo alimento è comunque scarsa a causa della cottura molto lenta e dell'elevata quantità di tessuto connettivo contenente fibre collagene. I ruminanti hanno 3 pre-stomaci e uno stomaco vero e proprio. Le quattro parti sono: rumine, reticolo, omaso e abomaso. Il "rumine"- chiamato anche "croce" che è la trippa comune; il "reticolo"- detto "cuffia", dall'aspetto spugnoso; l'"omaso"- chiamato anche "centopelli", "millefoglie" o "libretto", data la sua forma a pieghe bianche. Lo stomaco vero e proprio che scientificamente si chiama "Abomaso", è conosciuto come lampredotto, ed è scuro, marrone.

 • La “trippa” la quale è composta, appunto dai 3 pre-stomaci del bovino può essere consumata in bianco e fredda, con un condimento si sale, pepe, un poco di prezzemolo tritato finemente ed un poco di olio di oliva e qualche goccia di limone, e/o cucinato in umido alla Fiorentina e/o nelle innumerevoli ricette che troveremo nella sessione dedicata alle ricette. 

• il “lampredotto” Il lampredotto è l’abomaso, abbiamo detto, che è formato da una parte magra, la gala, e da una parte più grassa, la spannocchia. Viene normalmente cucinato bollito e servito al piatto o nel classico panino (la rosetta) con condimento varia; • le “mammelle” che vengono consumate spesso su un crostino con una goccia di maionese ed un cappero; 

• i “testicoli” che vengono solitamente consumati rosolati in un poco di olio di oliva il quale viene aromatizzato mediante l’utilizzo di aglio ed altre erbe aromatiche.

// L' effetto delle frattaglie sulle persone

Le frattaglie sono ottimi alimenti da consumarsi anche regolarmente. È comunque opportuno fare attenzione nella selezione delle fonti di approvvigionamento e prediligere gli allevamenti italiani nei quali i disciplinari per la cura ormonale ed i controlli veterinari sono rigidi e severamente svolti. Ricordiamo che le frattaglie sono organi, e come tali spesso subiscono maggiormente l'azione tossica ed il deposito dei farmaci e dei contaminanti eventualmente presenti nei mangimi.

apporto massimo medio giornaliero consentito: 300 mg di colesterolo.

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Principali Molecole Strategiche
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La Storia Delle Frattaglie

Le frattaglie sono abitualmente consumate dai carnivori, spesso per ragioni digestive, è la parte della preda che viene consumata per prima. In ecologia questo comportamento è parte della Optimal Foraging Theory1, teoria dell’alimentazione ottimale. Gli organi interni hanno, inoltre, un’elevata quantità di proteine, per cui all’interno di un branco mangiare gli organi interni come il cuore o il fegato spetta al capo, che ricopre un ruolo di supremazia, un comportamento che si trova anche in una nostra atavica animalità, rinforzato anche dal fatto che ogni viscere ha una sua sapidità, spesso associata ad un complesso immaginario mitico e simbolico. L’uomo preistorico, come molti suoi antenati ed animali, si alimentava di visceri. Non si può ritenere che esista un desiderio ad alimentarsi in modo specifico con i visceri (anche se è stata sospettato che il desiderio del midollo osseo ed il cervello - entrambi ricchi di lecitine, le molecole strategiche contenute nelle frattaglie - derivi proprio dalle menzionate caratteristiche il loro uso alimentare. Il quinto quarto, quindi, e stato sicuramente consumato anche dall'uomo sin da quando iniziò a cacciare per nutrirsi degli altri animali. La già menzionata considerazione appare credibile anche solo perché le interiora appena estratte da un animale ucciso erano calde, morbide e ricchissime di nutrienti. Della menzionata attività riteniamo si riscontrino ancora oggi dei segni nel linguaggio popolare corrente con la locuzione: “ha fegato” per definire un uomo particolarmente coraggioso. Una lunga e diffusa tradizione, poi, testimonia l’importanza che le diverse culture umane hanno sempre attribuito ai visceri animali, come tramite per interpretare i voleri divini (aruspici etruschi) e come alimenti di pregio e dotati di particolari azioni benefiche per l’organismo. Senza voler scomodare il cannibalismo rituale (cerebrofagia della Nuova Guinea). La tradizione dell’utilizzo dei visceri delle altre specie animali, meno cruenta e deprecabile della prima, è carica, comunque, di rilevanti virtù o vantaggi nutrizionali. Al riguardo basta ricordare le credenze sulle qualità di questi alimenti che avevano gli antichi Egizi ed i Romani, o ancor oggi molti popoli i cui costumi sono studiati dall’etnomedicina. Più vicino a noi, come esempi si possono ricordare la scoperta nel fegato del fattore antianemico estrinseco del Castle attraverso il quale si è giunti alla vitamina B12 ed il successo che in un non lontano passato ha avuto l’opoterapia (terapia effettuata con estratti d’organo). Alcune delle prime testimonianze scritte del consumo delle frattaglie provengono dall'antico Egitto, dove il fegato d'oca era ritenuto una prelibatezza.  Anche per gli Etruschi risultano essere stati appassionati di frattaglie. La passione che i “Rasena” avevano per il fegato e le frattaglie emerge nella letteratura dell’epoca. La passione delle frattaglie, poi, si ritrova anche nei popoli europei. Un vecchio racconto irlandese narra con dovizia di particolari l’amore di un re per “grasso, rognoni e tenera trippa”, rivelando che il tributo da offrire a una dama di corte consisteva in animelle e cuori di maiale. Nella Parigi del ‘600 le interiora erano molto più apprezzate delle bistecche, e anche più costose. I francesi le chiamavano “parties nobles”, e ogni cacciatore aveva con sé un set cerimoniale di coltelli per rimuoverle e metterle alla griglia con un piccolo rituale, per poi offrirle al potente di turno in onore del suo coraggio. Anche gli scozzesi amano le frattaglie. Basta ricordare che il piatto nazionale, chiamato “haggis”, è fatto di un impasto d’interiora di pecora mescolate a chicchi di grano e avvolte nella pelle dello stomaco della stessa, viene mangiato accompagnata da una purea fatta con una rapa dolce neeps e patate (Tatties in scozzese). La festività turca “del Giorno del Sacrificio” (Kurban Bayrami) culmina con la distribuzione di un piatto stufato di trippa chiamato “iskembe carbosi”. Addirittura, gli abitanti dell’isola di Tonga ritenevano che il fegato fosse il boccone più prelibato di un pranzo, perché era lì che risiedeva il coraggio di un’animale, e per questo lo offrivano al capo. Per motivi simili, i capi delle tribù masai si nutrono soltanto di latte, miele e fegato arrosto. L’uso del quinto quarto nella cucina è legato ai piatti poveri della tradizione popolare. Questo avveniva perché le frattaglie erano considerate, come già menzionato, scarti della macellazione e i macellai vendevano le parti buone e “pregiate”, tenendo per se le parti di scarto che non potevano vendere. Il mattatoio del Testaccio di Roma, ad esempio, distribuiva gratuitamente queste parti alle trattorie popolari sorte nei pressi del mattatoio. Queste si specializzarono nella preparazione di piatti costituiti da interiora di animali, utilizzate sia per la conservazione, attraverso la trasformazione in salumi ed insaccati, sia per ricette semplici e veloci.

Annual Review of Ecology and Systematics Vol. 15 (1984), pp. 523-575 (53 pages) Published By: Annual Reviews 

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